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Garda lake

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Garda lake

Messaggio Da spartaco il Dom Dic 11, 2011 2:58 pm





Esco al casello di Desenzano,sono le 8.30,dopo 4 ore di viaggio tormentate da nebbia e pioggia
Il tempo sembra vada migliorando, il navigatore indica 27 chilometri al’arrivo. Malgrado le avversità del tempo sono in orario.
Certo che anche il lago offre spunti suggestivi, sarà il panorama o il richiamo dell’acqua?
Inizio a superare Padenghe, Moniga, Manerba e finalmente eccomi al bivio di Salò.



Faccio la prima telefonata per farmi spiegare il punto di ritrovo,è piuttosto facile.
Entro in un bello spiazzo dedicato al parcheggio, scendo e mi incammino sulle sponda del lago.
Acqua calma,,,sembra un lago.
Arriva il proprietario del centro d’immersione, Marco il mio compagno, Monica un istruttrice tuttofare.
Dopo l’arrivo di Massimo andiamo sul punto d’immersione, piove.
Sotto il breve pontile giace una piattaforma posta sui 10 metri, continuando sulla sinistra inizia la parete che degrada oltre i 50 metri, pochi per l’immersione che volevamo effettuare.
Pranziamo con calma, effettuiamo una pianificazione attenta per un immersione di 120 minuti di runtime e una profondità massima di 80.
Visto che questo non sembra essere il posto adatto decidiamo di trasferirci a Manerba, avvicinandoci al posto dove andremo a dormire.
Arriviamo in un accesso pubblico, la spiaggia di sassi bianchi è carina ma rende quasi impossibile camminare.
Scaricati bibombola, decompressive e scooter andiamo a parcheggiare in un area di sosta.
Ultimi dettagli prima della vestizione; la visibilità dovrebbe essere scarsa fino a 30/35 metri dopo dovrebbe aprirsi.
Essendo la prima volta che mi immergo in questo punto chiedo come sarà lo svolgimento dell’immersione a Marco, lui qui è di casa.
“ Non ti preoccupare avremo sempre la parete a sinistra, oltre i 50 metri la parete gira verso il centro del lago ma dobbiamo tenerla sempre a sinistra, quando torniamo la terremo a destra ed il gioco è fatto.
Ok, penso, è banale anche un open potrebbe tenere l’orientamento.
Indossiamo i gruppi, indossiamo le decompressive, attacchiamo gli scooter ed effettuiamo i controlli preimmersione, tutto ok, dobbiamo scendere.
Prima di immergere la testa rifletto sul fatto che siamo a meno di 5 metri dalla riva, chissà quanto tempo ci vuole prima raggiungere una profondità decente.
Le prime bolle che escono dall’erogatore non riesco nemmeno a vederle, una coltre verde si para davanti al fascio di luce impossibile distinguere qualsiasi cosa che si oltre i 30 centimetri dalla maschera, a differenza di altre volte la prima cosa che devo metter a posto è la vistà.
I miei compagni si accorgono della mia indecisione,e mi chiedono l’ok con la lampada, ecco inizio ad abituarmi, riesco a vedere la sagome dei miei compagni ma non vedo nessuna parete; rispondo roteando la torcia…..tutto ok.
Siamo a contatto fisico, i gomiti si sfregano la visibilità è da vertigine, avanziamo apparentemente senza meta e continuo a non vedere traccia di roccia sulla mia sinistra.
Malgrado tutto mi sento benissimo, ho la respirazione regolare e riesco a scandagliare i battiti regolari del mio cuore…..
Controllo strumenti….47 metri..ma non doveva schiarire dopo i 30, mah.
Deviamo sulla destra, dovrei avere la parete sulla sinistra ma la torbidità dell’acqua impedisce di capire se c’è o a che distanza si trovi, sono nelle mani dei miei compagni….7 minuto 78 metri ci fermiamo.
Con segnali manuali ci chiediamo se vale pena continuare, decidiamo di spendere qualche minuto per provare un paio di manovre di emergenza prima di tornare indietro.
Arriviamo al primo gas de compressivo, tutte soste brevi adattate al profilo d’immersione diverso da quello che volevamo fare…..ma anche per i miei compagni la visibilità deve risultare terribile.
Solo nei porti ed in qualche fiume ho trovato visibilità simili, ma le profondità erano molto più modeste.
La decompressione vola,a 12 metri iniziamo a vedere il chiarore della luce, a 6 metri la visibilità sembra ottima ma non riesco a vedere oltre la punta dello scooter.
Usciamo dall’acqua, i commenti sulla visibilità si sprecano, mai vista così poca visibilità e poi normalmente in profondità la visibilità è sempre ottima.
Archiviamo l’immersione a cena e verso mezzanotte decidiamo di andare a dormire.
Il ritrovo davanti ad una robusta colazione è per le 8.00. Samo tutti puntuali.
Destinazione Salò.
Giornata soft dedicata alla preparazione per l’immersione del giorno dopo.
Dopo pranzo decidiamo di scaldarci con un tuffetto “leggero” da dedicare ad alcune procedure di emergenza……130 minuti d’acqua tanto per gradire, ovviamente con visibilità pessima.
La serata passa in allegria con il gruppo dei ragazzi della scuola di Marco.
Ha piovuto tuta la notte in maniera violenta, le tracce sulla strada sono evidenti, dopo la solita robusta colazione decidiamo di andare a Campione.




Essendo più a nord la visibilità dovrebbe essere migliore, anche la caratteristica del fondo è meno fangosa quindi si speriamo in condizioni migliori.
Non piove ma il cielo è cupo all’arrivo sul porticciolo di Campione.
Iniziamo la preparazione, trovo un rialzo di terra comodo per la vestizione del 20+20, decompressive e scooter li leghiamo tramite una cima al pontile.
Indossati i gruppi andiamo in acqua…è marmata…mi sa che oggi si batte i denti.
Avevo il desiderio di abbattere il muro dei 100 in acqua dolce ed oggi sembra la giornata buona.
La visibilità nei primi metri non è migliore dei giorni precedenti, scorgo le cime degli ormeggi delle barche, un rudere sommerso, un corpo morto con catena, riesco ad intravedere un movimento laterale…che ci sia un pesce?
Scorriamo con gli scooter, non affondiamo oltre 60 metri per diversi minuti…eppure dalla descrizione del posto la parete dovrebbe essere questa.
Sulla destra la morfologia cambia, da una parete leggermente degradante ad una vertiginosamente a picco, punto il fascio di luce verso il basso…il nero inghiotte il fascio luminoso…..l’acqua ha una trasparenza incredibile…..sembra di essere nello spazio.
Affondiamo…70….80…90…una catena scende verso il fondo…probabilmente un pedagno strappato…..Massimo si sofferma, cerca di comunicare qualcosa che non capisco……punto nuovamente la torcia verso il basso nella speranza di vedere il fondo……niente.
Solo all’uscita mi diranno che il fondo è oltre i 300 metri.
Le ombre che si formano nei rari spacchi di roccia sono spettrali, sicuramente uno degli ambienti più sinistri ma incredibilmente affascinante.
27 minuti dobbiamo iniziare a risalire…..primo deep stop, primo cambio gas.
Ho la sensazione di non avere aperto il moschettone ma ho ugualmente la decompressiva in mano….strano….forse inizio ad avere le mani fredde e non riesco bene a percepire l’ anello.
Ma non mi fido….dopo essere passato al primo gas deco porto la mano sinistra verso la cima di traino….moschettone ok…..cimetta ok……tocco i moschettoni delle altre stage, ed ecco che mi trovo in mano un’ altra decompressiva…impossibile che si sia sfilata deve essersi rotto l’anello di aggancio.
Chiedo a Marco di verificare….l’anello si è rotto…attacco provvisoriamente un ‘altra stage sull’anello della stage in uso..,,,ripasso la mano sulla cima di traino e infilando le dita negli anelli dei moschettoni delle stage stacco il traino.
L’anello si è dissaldato, aperto per circa due centimetri, lo sfilo e sul doppino della cima ripongo le stage…ripasso il traino al d-ring.
Terminata la prima fase de compressiva durante il break cerco di agganciare la stage ma devo desistere….sarà Marco a trasportarla.
Le fasi decompressive si susseguono senza altri imprevisti, siamo nuovamente a visibilità zero.
Usciamo, piove a dirotto,le operazioni di svestizione sono rese più complesse dalle condizioni meteo, ma dopo un ora siamo al caldo in un ristorante di zona.
Dopo un abbondate pranzo prepariamo l’appuntamento del mese prossimo: Tremosine arriviamo.





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Re: Garda lake

Messaggio Da Marcello il Lun Dic 12, 2011 3:03 pm

Aiuto!!! Spartaco ha scoperto il NERO del lago..... E chi lo ferma più adesso?? immersione
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