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C'era una volta l'EUDI....

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C'era una volta l'EUDI....

Messaggio Da Marcello il Mar Gen 24, 2012 2:26 pm

[b]C’era una volta l’EUDI SHOW...[/b] immersione

Chi ha seguito le vicende dell'EUDI dai tempi lontani di Verona sa bene quante vicissitudini ha vissuto e vive tuttora questa "fiera" e l'evoluzione/involuzione che ha subito nel corso degli anni. Ormai la sua natura originaria a mio avviso è stata totalmente snaturata, ma questo è colpa di quello che io chiamo "Sub Business"... Però il mondo (anche quello della "subacquea per tutti") va così, il marketing comanda ed è difficile, se non impossibile, tornare indietro.
L’EUDI SHOW - secondo gli organizzatori - oggi è l’appuntamento annuale al quale tutti gli operatori del settore subacqueo fanno riferimento ed è la seconda fiera di settore al mondo in termini espositivi, ma la prima in assoluto per presenze di visitatori.
In questi ultimi anni la subacquea è cresciuta moltissimo e oggi l’intero comparto esprime oltre 1.000.000 di subacquei che praticano l’immersione ricreativa e lo snorkeling e circa 15.000 addetti alla produzione suddivisi tra imprenditori, commercianti, maestranze e centri di immersione. Si tratta di numeri importanti che però hanno fatto cambiare il target dei visitatori dell’EUDI. All’inizio c’era un gruppo di pochi appassionati che praticavano questa disciplina anche prima dell’avvento delle grandi agenzie didattiche commerciali, oggi invece i frequentatori dell’EUDI sono una massa indefinita di “turisti del mare” che hanno un’idea solo approssimativa di che cosa sia la subacquea. L’EUDI SHOW da fiera campionaria del settore si è trasformata in una fiera del turismo subacqueo e delle agenzie didattiche.
Certamente, un colpo mortale all’EUDI e alle fiere in generale è stato inferto da Internet, in nome del progresso. Molti negozianti d attrezzatura scuba hanno chiuso bottega e ormai on-line si vende di tutto e di più. Era meglio prima? Forse. ..
Ormai è chiaro che oggi i grandi marchi sono in grado di fare il bello e brutto tempo e con i loro “capricci” possono determinare il "contenuto" intrinseco della fiera della subacquea, ma questo gli organizzatori lo sanno bene e a loro, in fondo, poco importa: a loro interessano solo i grandi numeri, le decine di migliaia di visitatori (per lo più NON subacquei) che spendono 10-12 euro per vedere una "fiera del turismo" o della nautica e che magari non hanno messo e non metteranno mai un erogatore in bocca. Non a caso a Roma l'EUDI è stato fatto assieme alla Fiera Nautica Big Blu, a Milano sarà assieme al BIT - Borsa Internazionale del Turismo, poi ci sarà l’Expo 2015 e via di questo passo.
Ma allora che cosa rimane di "subacqueo" nell’EUDI SHOW? Ben poco. Ma per fortuna i sub ormai hanno altri canali per conoscere, toccare con mano e persino provare in acqua le (poche) novità offerte dal mercato. Personalmente, da appassionato velista, ripenso con nostalgia agli anni in cui la subacquea in Italia era semplicemente un padiglione (il padiglione B se non ricordo male) all'interno del prestigioso Salone Internazionale della Nautica di Genova. Quella era una vera fiera campionaria in cui (guarda caso) potevi anche comprare direttamente le ultime novità offerte dal mercato ad un prezzo particolarmente vantaggioso, con il famoso "sconto fiera" di almeno il 20%.
A quel tempo in fiera a Genova c'erano tutte le marche italiane (che avevano sede... poco distante dalla fiera) e i costi degli spazi espositivi erano molto più ragionevoli rispetto ad oggi. La subacquea allora era un'attività di nicchia, pochi ne parlavano e non esisteva ancora il "Sub Business". Forse allora la subacquea era per troppo pochi ed ecco che... si è deciso di pomparla. Il mercato ha imposto le sue regole anche in questo settore. E’ nato il primo DIVE SHOW, partito un po’ in sordina a Firenze nel 1990 dove lo spazio espositivo era davvero modesto,: si trattava della prima iniziativa fieristica di settore intrapresa in Europa, una buona idea, colta al volo da molte aziende emergenti che credettero da subito nella funzione e nei contenuti che una simile manifestazione era in grado di offrire. Indubbiamente le potenzialità offerte da questo settore emergente allora erano moltissime. Nel ’92 nacque l’EUDI SHOW che si tenne a Verona a novembre (periodo a mio avviso migliore) con una superficie espositiva di appena 1000 mq. Da allora il successo della manifestazione fu man mano crescente, tanto che lo spazio espositivo nel corso degli anni aumentò notevolmente e la fiera della subacquea diventò "itinerante", spostandosi prima a Roma, poi a Bologna, poi ancora a Verona, poi a Genova, di nuovo a Roma e da ultimo ancora a Bologna. Nell’edizione di Bologna tenutasi a marzo del 2000 le grandi aziende produttrici di attrezzatura subacquea parteciparono per la prima volta in massa alla fiera e, in tale circostanza l’EUDI raggiunse i 9000 mq di superficie espositiva. Quello di Bologna fu un vero happening, un evento al quale i subacquei non potevano mancare. Poi è iniziata una nuova fase, quella del "Sub Business" e della "subacquea per tutti", con EUDI man mano sempre più affollati di visitatori e sempre più orientati al marketing e al turismo, ma sempre più poveri di contenuti tecnici.
Poi ci sono state le rotture e i rappacificamenti tra Assosub, titolare di EUDI SHOW fin dalla sua costituzione e Confisub, nata nel 2007 presso la Confindustria di Genova per raggruppare le imprese che svolgono attività di progettazione, produzione e distribuzione di attrezzature subacquee professionali su tutto il territorio nazionale e alla quale aderiscono anche le didattiche subacquee PADI e SSI.
Il resto è storia dei nostri giorni. Quest’anno le aziende aderenti a Confisub daranno di nuovo forfait e non parteciperanno all’EUDI, impoverendo la fiera dei suoi già scarsi contenuti tecnici e innovativi.
Ma – mi chiedo – ha ancora senso "questo" EUDI? Secondo me no. Negli ultimi anni l’EUDI era diventato principalmente l’occasione di incontro fra tanti amici: ci si andava ormai solo per quello e per partecipare alle convention annuali delle grandi agenzie didattiche, oltre che per qualche interessante convegno collaterale. Troppo poco per partecipare a una fiera spostata a Milano: una location scomoda da raggiungere e molto cara per chi, arrivando da lontano, dovrebbe sobbarcarsi una costosa trasferta,.
Sicuramente la concomitanza con il BIT e in futuro con L’Expo attirerà decine di migliaia di visitatori (purchè si accorgano che L’EUDI è all’interno di un padiglione decentrato...), ma francamente non so se sia stato un bene per la "Fiera della Subacquea". Gli incassi quest’anno ci saranno certamente. Il battage pubblicitario è stato forte come non mai e ci sarà di certo un ritorno in termini di numeri. Gli organizzatori parleranno sicuramente di 100-120.000 visitatori e di successo “oltre le previsioni”, ma – mi domando – quanti "subacquei"saranno ancora interessati a questo "evento"?
Soltanto il tempo ci dirà se ha ancora senso una manifestazione di questo tipo. Per il momento quest’anno, per la prima volta dopo 13 anni, io... resto a casa a guardare.

E voi cosa ne pensate? Vale ancora la pena?
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Marcello

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Re: C'era una volta l'EUDI....

Messaggio Da patry il Mer Gen 25, 2012 6:44 am

bravo Bravo Marcello!! hai esposto un'attenta analisi di quello che si dovrebbre definire "L'incontro per eccellenza dei sub ,o comunque di tutti gli amanti appassionati del mare ",in realtà come dici tu si è trasformata in un'immensa Fiera consumistica,dove le didattiche e le case costruttrici di articoli per sub,oltre a non apportare nessuna novità interessante si "sgomitano" per accaparrarsi anche una sola persona.. ed anche io come te mi chiedo se vale ancora la pena di parteciparvi..anche io come te vedo che questo enorme dinosauro chiamato Marcheting,stà divorando prepotentemente lo scopo primario di queste meravigliosa iniziativa:la passione ..e si creano stereotipi bombardati di tutto e di più che scendono in acqua con mega-attrezzature super tecnologiche spendendo l'ira di Dio ed al primo intoppo durante l'immersione si perdono come diciamo noi" in un bicchier d'acqua" mollando poco dopo tutto in un angolo della casa..ma la passione è un'altra cosa e non si compra ,la si può soltanto trasmettere e condividere,ed è molto complicato e soggettivo quello che ognuno di noi percepisce immergendosi..però si cerca di convertire a questo "sport" con meravigliose e scintillanti mute, computer a cui manca soltanto (per ora) il g.p.s. maschere tridimenzionali gav super bombardati ,pinne mega ecc ecc.
Purtroppo ho notato che anche molti eccellenti subacquei difettano di una grande mancanza : l'osservare ciò li circonda,tutti intenti a dare la migliore performance in acqua...ma la subacquea non è competizione..è passione e coinvolgimento totale, anche se si cerca di ottenere risultati migliori per quanto riguarda il confort e la sicurezza .Secondo me occorrerebbe più sensibilizzazione ed educazione al mare, e molti meno stand che offrono il "nulla"..ma è un mio personale parere,e la macchina dei soldi a prescindere riflessioni ed analisi ,continua il suo percorso devastante!comunque carissimo amico,penso che quest'anno anche io me ne starò a casa,anche perchè come dici tu Milano è davvero improponibile anche per noi del centro...peccato...

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Re: C'era una volta l'EUDI....

Messaggio Da spartaco il Ven Feb 03, 2012 7:33 am

Tutto vero, però l'Eudi è un occasione di ritrovo e di incontro tra appassionati.
Ovvio che la merceficazione non ha risparmiato il settore a noi più caro, ma quando vado a fare immersione mi trovo con amici e compagni di avventure, molti dei quali vedo solo in rare occasioni.
Inoltre molte riparazioni che effetuo sull'attrezzatura vengono formite da ditte artigiane che non possono competere con la grande industria.
In conclusione volevo dire, io all' EUDI vado incontrerò amici e realtà poco conosciute, osserverò i viaggi che non potrò mai fare....... e se mancheranno i grandi marchi, che stanno cercando di affossare questa manifestazione oltre che il settore della subacquea, pazienza....tanto quasi la totalità della merce che vendono è porcheria di cui io non sento la mancanza
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Re: C'era una volta l'EUDI....

Messaggio Da Marcello il Mer Feb 22, 2012 10:54 am

[b]DEBRIEFING dopo l'EUDI 2012[/b]

Alla fine ho ceduto e sono stato a Milano all'Eudi Show.....
Sapevo già prima che cosa mi aspettava (l'avevo scritto sopra...), perciò non avevo grandi aspettative... infatti, per la prima volta dopo 12 anni, quest'anno avevo deciso di disertare l'Eudi. Poi, all'ultimo momento il mio Circolo Sub ha organizzato un pullmino per Milano e mi sono lasciato convincere ad andare all'Eudi.

Che dire? Un'Eudi[b]....povero.... piccolo.... vuoto....[/b] Ma lo sapevo bene anche prima. L'Eudi non è stato ucciso oggi dall'assenza dei grandi marchi, ma molto prima, dall'avvento di [b]Internet[/b] e delle [b]vendite on-line[/b].
Le novità (poche) ormai sono disponibili in rete molto tempo prima e la colocazione dell'Eudi a febbraio a mio avviso è troppo avanti. Le "vendite" in fiera poi.... lasciamo perdere. Ho comprato solo un paio di libri e qualche "accessorio" allo stand dell'UTR, ho rinnovato gli abbonamenti alle riviste sub, ma per il resto.... Bah!

E allora... cosa rimane dell'Eudi? Poco... per me [b]SOLO l'occasione di riabbracciare i tanti amici lontani che non posso incontrare tutti assieme ogni giorno.[/b] Questo vale sicuramente i 900 km di strada e le 11 ore di pullman tra andata e ritorno... ma [b]che fatica!![/b] La "fiera" in poche ore l'ho girata tutta due volte, poi sono stato alla presentazione di una ricerca sulla decompressione fatta da un gruppo di amici della mia didattica tecnica e alla manifestazione degli Awards 2012 fatta dalla mia didattica ricreativa... ma per il resto.... Bah...!

Comunque è fatta ormai..... chissà se il prossimo anno tornerò ancora a Milano.....
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Re: C'era una volta l'EUDI....

Messaggio Da spartaco il Mer Feb 22, 2012 1:51 pm

Hai ancora ragione Marcello, l'Eudi era triste.
Ti posso confermare che ho incontrato volentieri gli amici, ho rinnovato gli abbonamenti annuali e mi sono ripromensso che questo sarà l'ultimo anno che visiterò la fiera.
Forse converrebbe ripensare l' Eudi ........adeguarlo al 21° secolo........
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